giovedì 23 dicembre 2010

Natale e' dietro l'angolo!... Merry Christmas everybody!!!!

E' tempo di considerazioni....e novita'.
Esperienze che iniziano e finiscono 
Partire e tornare, scelte mai troppo facili, momenti di considerazione e di bilanci. In entrambi i casi un velo di malinconia e di tristezza affiorano sempre. Precisi e puntuali.
I cambiamenti non mi piacciono questa e' una grande consapevolezza, ma sembra che non se ne possa fare a meno, quindi si prendono nel migliore dei modi con un mezzo sorriso di circostanza.
Voglia di tornare,  voglia di riprendere in mano le cose lasciate. Allo stesso tempo tristezza di lasciare un posto  che e' stato casa per due anni, un ambiente diventato familiare.

E comunque, dovunque si va' si sente sempre quel senso di mancanza persone, cose, luoghi ma un po' di tutto viene sempre con noi. Mi mancheranno molte cose, wow l'ho detto!
...
Una Chicago da cartolina, con il suo skyline riconoscibile in lontananza. La confusione delle persone che affollano i marciapiedi, le file da Starbucks per il caffe' e tutti gli angoli nuovi di questa meravigliosa citta' che ogni volta si scoprono. Mi sono innamorata delle sue towers, come gli americani chiamano i grattacieli, girare per la citta' col naso all'in su' e cogliere la prospettiva. Ricordo la prima volta che son salita sulla Sears Tower, sparata in pochi secondi oltre il 100esimo piano...panico, non mi piacciono le altezze, ma cavoli quella vista era mozzafiato! Il mio sguardo incollato oltre le vetrate, sotto di noi il downtown, le auto piccolissime, il lago immenso, la pianura a perdita d'occhio,  che spettacolo! Mi manchera' andare da Borders, sfogliare le riviste e curiosare le ultime novita' dei libri sorseggiando una hot chocolate o un espresso macchiato extra foam (caffe' con tanta schiuma!). Ultimo ma non ultimo, saranno le persone speciali, e in mente ne ho alcune a mancarmi, tutte entrate in punta di piedi nella mia vita a Rockford. Bello. Si sono accumulati aneddoti, chiacchere e risate.

Una parolina per gli Americans va' spesa: una cosa e' essere turisti, un'altra viverci insieme. Sicuramente gentili e cordiali, alle volte fin troppo! Il nostro british English viene spesso e volentieri non capito, ma pazienza per sopravvivere si fa in fretta a far l'orecchio a questo inglese "diverso", piu' colorito! 

Fermarsi,riflettere, trarre le cose migliori di quel momento. Poi arrivano le idee e tutto si fa un po' piu' chiaro.

Nel momento in cui si parte qualcosa cambia, non importa se si parte o se si torna.
Quel qualcosa siamo noi  o almeno mi piace vederla in questo modo.

Le valigie mi attendono, ma ci godiamo un altra serata sotto l'immenso cielo  dell' Illinois.

Buon Natale 
agli amici, ai miei followers, a chi passa e non lascia commenti, alla mia famiglia, a Paolo con il quale ho condiviso    gli Usa, American Pie & D. e l' homecooking

Con affetto, 
Kat


lunedì 20 dicembre 2010

Mini muffins che ricordano mini souffle'

In questi giorni, tra una valigia e l'altra, qualche pensiero e' entrato in casa e si e' infilato in  cucina. Se mi guardo indietro, quello che vedo e' stato un periodo di GRANDE ispirazione, produzione e sopratutto fusione culinaria. Senza tralasciare l'innamoramento incondizionato per tutti i grandi e piccoli muffin e cupcake. Piccole, grandi gioie del palato, dolci e salate che siano; fondere i sapori, creare un ponte tra gli abbinamenti italiani, i profumi e mix americani, una vera e propria fusione.
In tutta questa estasi di zucchero, farina, uova,  e chi piu' ne ha piu' ne metta, avvolti dalla cremosita' del burro, si accendono le fruste elettriche. La magia ha inizio.

Mini muffins all'uovo e formaggio...


...tagliati e pronti per l'aperitivo

Per 6 pezzi:
3 uova, 2 cucchiai colmi o strabordanti di formaggio cremoso, 1 cucchiaio di Parmiggiano, sale, pepe e un tocco di paprika (solo per decorare).

Si sbattono le uova giusto un minuto, poi si uniscono i formaggi. Sale e pepe, e si amalgama bene il tutto. Riempite le formine e in forno a 200C per 10 minuti.

Altro che slow food, super veloce direi!?!



venerdì 17 dicembre 2010

Christmas party con finger food


Qui i festeggiamenti sono gia' iniziati, a una settimana da Natale, grande raduno di amici e colleghi prima della partenza. Giornate di rientri in Italia, e per prepararci a cene e cenoni niente di meglio di una cena a buffet per allenare gli appetiti e  le mandibole!
Grandi manovre, che mi hanno portata lontana dal mio blog, ma in fondo quanto mi diverto con preparativi, pentole, tegami, abbinamenti e compagnia bella, lo so' solo io. Ovviamente il lato negativo c'e' sempre: ripulire e riordinare dopo il passaggio degli affamati!

Volevo qualcosa di speciale e di diverso, fin dall'inizio.  Quando si e' in tanti cosa c'e' di meglio se non allestire un buffet? Ognuno si serve da solo e prende quello che gli va', e anche la cuoca di casa puo' fermarsi a fare chiacchere. Qualche piccolo accorgimento e tutto filera' liscio come l'olio.
Intanto io per motivi logistici ho deciso di allestire il tavolo con tutti i cibi che avevo preparato ad eccezione della portata principale o nel mio caso quella richiesta a maggioranza: la lasagna!
Vicino al cibo ho posizionato le posate, i tovaglioli e i piatti, piu' gli stecchini. Mentre tutto il beveraggio sistemato su un ripiano della cucina insieme ai bicchieri.




Pizzette e salatini home made, salame from Bologna, nachos e salsa queso, mix d'olive, bocconcini di muffins (potevano mai mancare?!) all'uovo e philadelphia... e bocconcini di pollo e bacon


E per chiudere con i salati, teglia formato gigante di lasagne.


Alla fine di tutto questo, stremata e con la cucina sotto-sopra, sono uscite dal cappello una ciambella arancio e cioccolata, gettonatissima e uno strudel di mele.

Tutto rigorosamente tagliato a quadretti e quadrettini, cerchi e palline come prevede l'etica del finger food.


sabato 11 dicembre 2010

Soffice e dolce come il buttercream

Perche' mi spaventava cosi' tanto fare il buttercream frosting? Boo non lo ricordo... e dire che ho anche un buon rapporto con il burro, normale o salato, l'importante di buona qualita'.
Che vita sarebbe senza il burro? Una gran tristezza! Tutti i meravigliosi dolci, frolla, frollini & C.,non ci sarebbero, niente preparazioni salate, per non parlare della mia adorata pasta in bianco burro e formaggio. Non ci voglio pensare, impossibile!

Ma cosa succede quando uno stick di burro morbido incontra una nuvola di zucchero a velo? E' solo una questione di chimica? Mah io non me ne intendo, ma credo sia piu' amore a prima vista! Basta un tocco di bacchetta magica, o di fruste elettriche e la scintilla scatta. Un mix cremoso e soffice da assaggiare senza esitare un attimo.



Ma cosa si nasconde qui sotto???
Secondo voi???
Una cupcake naturalmente!


Dopo una serie di letture, approfondimenti, prove in segreto, aggiustamenti vari, e' uscita la formula magica:

1 cup di zucchero a velo
120 g di burro morbido
3 cucchiai di latte
(1 cucchiaino di estratto di vaniglia, facoltativo)

Con le fruste elettriche a bassa velocita' si mescolano insieme burro e zucchero, verra' un po' granuloso. Unire i cucchiai di latte (e nel caso la vaniglia) e azionare di nuovo le fruste a bassa velocita', diventa subito cremoso!

Questa dose e' per ricoprire 6 cupcakes medi, raddoppiando si puo' coprire una torta.

Buon week end... noi siamo circondati da neve...

giovedì 9 dicembre 2010

Natale e... dintorni

Ormai di questi tempi il Natale non e' piu' solo nell'aria, lo si puo' afferrare o per rimanere a tema mordere, assaggiare e gustare! Si respira un bel clima, in senso lato of course, i meno 10 gradi degli ultimi giorni ci mettono alla prova, ma comunque con tutte le lucine degli addobbi che ci sono in giro si potrebbe tranquillamente scaldare tutta Rockford. Avete presente nelle commedie americane quando i vicini di casa lottano in sfide aggurritissime con le lucine attorno alle case per far vedere chi e' il migliore?? Ebbene, di lotte aperte non ne ho viste, ma percorrendo la nostra strada si vedono alcune case con lunghissimi giri attorno al tetto di lucine; lucine ad alberello, a forma di candy cane, a babbo natale e in un giardino c'e' persino un pupazzo di neve gonfiabile, illuminato che si muove. E passando in auto davanti a questi giardini ci facciamo sempre la stessa domanda, "Ma come faranno a dormire con tutta quella luce che entra dalle finestre?" (le case non hanno persiane o tapparelle). Insomma per come la vedo io dovrebbero organizzare un bel giro turistico nei differenti vicinati dal titolo The Christmas' Crazy Light!

Comunque non c'e' che dire in quanto fantasia nel posizionare le lucine son dei maestri...
Ma a proposito di fantasia vorrei ricordarvi di gironzolare per i blog, c'e' tanta creativita' nell'aria: idee, suggerimenti, ricette, regali, bricolage, ecc.
Unica avvertenza: andare in giro per blog puo' CREARE DIPENDENZA...(ma fa lo stesso!)

Lascio qualche suggerimento, dove mi piace andare a curiosare, leggere e perche' no prendere spunti:
http://giro-vaga.blogspot.com/
http://zuccherofarina.blogspot.com/
http://quelchenonstrangolaingrassa.blogspot.com/
http://lasusinaontherocks.blogspot.com/
http://pandipanna.blogspot.com/
http://iocomesono-pippi.blogspot.com/
http://www.fragolelimone.com/
http://www.chez-babs.com/
http://arabafeliceincucina.blogspot.com/
http://basilicoepinoli.blogspot.com/
http://saporiesaporifantasie.blogspot.com/http://cappuccinoandcornetto.blogspot.com/
http://cuocicucidici.blogspot.com/
http://www.foodografia.com/
http://cutandpaste-lab.blogspot.com/
http://ghirlanda-di-popcorn.blogspot.com/
http://shabbychicinteriors.blogspot.com/
http://www.sweetasacandy.com/ ....e qualcun altro, piu' un paio negli Usa!

Vado ho biscotti da fare e da inscatolare :-)

mercoledì 8 dicembre 2010

Cioccolato & Arancia amici da sempre

Cosa puo' chiudere in bellezza una serata di chiacchere in compagnia  se non una bella fettona di torta???


Semplice, perfetta e soffice, poteva essere piu' bella, ma amen. Fetta dopo fetta e' stata "spazzolata"!
Tutta colpa del profumo d'arancia e della sua pseudo glassa (che doveva risultare meglio) al cioccolato fondente, che faceva cosi' tanto atmosfera di casa, di feste e di amicizia.



Per la torta... 3 tuorli, 3 albumi, 150 g di zucchero, 120 g di burro, 85 g di farina, 80 g di fecola, mezza bustina di lievito vaniliato e la scorza grattugiata di un arancia

...e per la glassa, che chiamarla cosi' mi sembra un azzardo, ma comunque: 1 bustina di Ciobar gusto fondente, un pugno di pezzetti di cioccolato, mezzo bicchiere di latte.

Si incomincia lavorando i tuorli e lo zucchero con le fruste; aggiungere poi il burro fuso, la farina setacciata e gli albumi montati a neve con un pizzichino di sale. Una generosa grattatina al scorza dell'arancia e infine si incorporano  la fecola e il lievito precendemente uniti. Una bella imburrata alla teglia, una nuvola di farina e dritta in forno per mezz'ora a 180C ( diametro della tortiera 24 cm).

Dopo averla fatta raffreddare ho avuto la brillante idea di ricoprirla di cioccolato, ma non avendo sottomano una ricetta per la glassa ho optato per l'ultima bustina di cioccolata in tazza reduce dall'Italia. E' stata sacrificata ma per una giusta causa! Quindi via di pentolino con il latte dove ho fatto sciogliere la bustina e ho aggiunto i pezzetti di cioccolato che si sono fusi da favola.

Per mia fortuna l'abbinamento cioccolato-arancia e' uno di quei classici con il quale non si sbaglia mai e a detta degli amici americani e' "so Italian!". 

mercoledì 1 dicembre 2010

Muffins ai cranberries e note all'arancia

Welcome December!!!
Christmas is in the air.
Today it's snowing
and some little muffins are coming out from the oven:
sweet smell around the house, fruit and vanilla,
these muffins say "Christmas".
I think they will be quite perfect for the next holiday!

Benvenuto Dicembre
Il Natale e' nell'aria.
Oggi sta nevicando
e dal forno stanno uscendo tanti piccoli muffins:
in casa c'e' profumo di frutta e vaniglia,
questi muffins dicono "Natale".
Penso saranno perfetti per le prossime feste!



Che ne dite? Fanno o non fanno atmosfera natalizia???
Pero' mi viene il dubbio che in Italia forse non si trovano, ne' freschi ne' secchi... be'  si possono sostituire con altri frutti rossi, no!? Solo un avvertimento, se li trovate freschi NON fate come me che li ho assaggiati, bruschi, no no di piu!

Per 6 "mufflini" grandi servono:
1 cup di farina, 1 cucchiaio di lievito per dolci, 1/4 cup di burro, 1/4 cup di zucchero, 1 uovo (meglio se grande), 1/2 cup di cranberries o altri frutti tagliati grossolanamente, la scorza grattugiata di mezza arancia, 1 cucchiaino di vaniglia*, 1/3 cup di philadelphia*.

Preriscaldare il forno a 180C.
Unire il lievito alla farina in una ciotola e in un'altra montare il burro ammorbidito a crema. Gradualmente aggiungere tutto lo zucchero poi la scorza, l'uovo, il formaggio. Unire i due composti versando la farina nel secondo e alla fine i frutti tagliati. Se risulta troppo asciutto (come nel mio caso) aggiungere un filino di latte, il tutto dovra' risultare cremoso, non liquido.
Infornare per 25-30 minuti e fare la prova stecchino.
*la ricetta originale non li prevedeva

Il profumo caldo e avvolgente che e' uscito dal forno ha invaso tutta la casa, il gusto morbido e soffice mi ha ricordato tanto il panettone...

martedì 30 novembre 2010

Thanksgiving's moments parte 2: le patate dolci

Tranquilli non abbiamo avuto un secondo cenone del Thanksgiving, anche perche' dopo quello dello scorso giovedi' c'e' voluto un intero week end per riprendersi! Non tanto per il cibo che era davvero prelibato, e la mia amica Carol ha fatto un super lavoro (yeah stavolta non e' toccato a me!),quanto per il vino, troppo, e rispetto alla qualita' italiana dei vini, quelli americani non sono il massimo infatti tendono a farmi stare una schifezza. Quindi se non siete dei gran bevitori e venite negli States, bevete birra che al contrario e' ottima :-) !
A dire il vero non sono qui a raccontarvi degli effetti collaterali del vino su di me, niente di troppo interessante o che non immaginate, ma a condividere con voi una ricetta tipica dei "pelgrims"  (pellegrini) almeno questo e' quello che mi hanno venduto. Prendetela per buona!
Come da richiesta di
qualcuno nel post precedente, ecco qui la ricettina; non fermatevi a pensare all'abbinamento, un tantino weird (strano), garantisco che come contorno e' piuttosto buoOono!

Sweet potato & marshmallow casserole

1 kg di patate dolci, pelate, 50 g zucchero di canna, 50 ml di latte condensato, 50 g di burro non salato a temperatura ambiente, 2 cucchiai di succo d'arancia, mezzo cucchiaino di noce moscata e mezzo di cannella, un pizzico di chiodi di garofano, marshmallow in quantita' da coprire la superficie.

Preriscaldare il forno a 200 C. Mettere le patate a cuocere per circa 45 minuti/ 1 ora. Una volta raffreddate, si pelano e si schiacciano, quindi si aggiungono tutti gli ingredienti e si mescola bene. Dopo aver messo il composto in una casseruola, si ricopre con i marshmallow e si inforna fino a che si bruciano leggermente, circa mezz'ora.

Morale della favola, la giornata per eccellenza del tacchino e' ricca di tanti altri piatti in particolare le patate dolci e non!

Ci rivediamo in dicembre! See you in December!








sabato 27 novembre 2010

Thanksgiving's moments

Temperature parecchio al di sotto dello zero, strade deserte e  negozi chiusi.
Case illuminate e driveways (cortili) piene di auto parcheggiate.
Niente di meglio che passare una giornata in casa, attorno a un tavolo con buon cibo e persone speciali.


"We have had a very special day...thanks to have celebrated it with us" 
K e P

mercoledì 24 novembre 2010

Anche l'occhio vuole la sua parte

Altro look al blog, finalmente questo e' il "mio", i colori e la fantasia sono quelli che cercavo. 
Un tessuto a pois.
Rosso, il mio colore, quello che "Bisogna saper portare", come dico sempre.
Rosso anche il colore delle feste che stanno arrivando e rosse le ultime foglie cadute dagli alberi.
Bianchi i pois; neri i bordini, una sorta di corda che racchiude dentro pensieri, immagini, momenti.

Non so' bene perche' mi piace cosi' tanto, ma piu' lo guardo e piu' son soddisfatta di questo look little chic. Solo qualche piccolo aggiustamento ancora...


Voi che ne dite???  What do you think about this new look?
 Baci

martedì 23 novembre 2010

Shortbread copiati e... mangiati!

Mi sembra proprio che in questo periodo i foodbloggers stiano tirando fuori contest a volonta', oltre ai bellissimi swap di Natale (Muccasbronza e Unazebrapois) ce ne sono tanti, tantissimi altri per tutti i gusti! Il mio consiglio e' quello di andare "in giro" a scoprirli, ma non solo, si fanno anche incontri interessanti.
Di recente ho scoperto questo blog White Dark Milk Chocolate, un team di tre ragazze toscane che a quanto pare si divertono parecchio dietro ai fornelli. Ed essendo in tre hanno una ricca lista di ricette, foto e "pasticci".
E come tradizione ormai vuole festeggiano la loro presenza on line con il contest: "Ricrea la Ricetta", quindi sentiamoci tutti un po' dei copioni!... La mia copia in questione e' stata la riproduzione di questi shortbread, buoni ma cosi' buoni, che per colpa della merenda di ieri pomeriggio, latte e biscotti non a caso, si sono volatilizzati!!!


Approfitto di questa ricetta, riuscitissima, per iniziare a preparare qualche pensierino natalizio: i biscotti, come le mie adorate cupcakes si prestano troppo bene ad essere regalati sotto le feste. Quindi via libera alla fantasia, alla creativita' e alla ricerca di scatole, sacchetti e cartoncini!!!

Quasi dimenticavo... la ricetta! Per chiudere in bellezza un bel copia-incolla della ricetta originale.
Ingredienti (pochi ma buoni):
  • 250 gr di farina
  • 120 gr di burro
  • 80 gr d zucchero
1) Sciogliete il burro e lavoratelo a fondo con lo zucchero. Fatelo con le fruste in maniera tale che possiate ottenere una morbida spuma alla quale unirete la farina setacciata.
2) Formate una palla con la vostra pasta e lasciatela riposare in frigo per circa 2 ore.
3) Passate le 2 ore la nostra pasta sarà solida e perfetta per essere lavorata. In che modo? Stendetela con il mattarello, lasciandole uno spessore di circa 1,5 cm, e formate con le mani dei piccoli rettangoli sui quali opererete dei fori con i denti di una forchetta.
4) Disponeteli ben distanziati su una teglia foderata con della carta da forno e lasciateli cuocere a 180° per 25 minuti. 
Quando li tirerete fuori fate molta attenzione, quando ancora caldi sono friabilissimi e tendono a spezzarsi. Lasciateli raffreddare e dedicate loro una scatola di latta o un portabiscotti dove possano mantenere la loro croccantezza.


(due piccolissime modifiche: una grattatina di scorza di limone; invece di due ore nel frigo, 20 minuti nel frezer)






In attesa del Thanksgiving, baci biscottosi :-)

lunedì 22 novembre 2010

Un rito di casa: la colazione della domenica

Cosa c'e' di meglio di svegliarsi la domenica mattina arrancare fino alla cucina, afferrare la mug del caffe' prepararla e spingere l'interruttore? In realta' si fa tutti i giorni ma la domenica e' piu' piacevole, tutto avviene con piu' calma senza bisogno di correre; si raccolgono le idee, di solito appoggiata o meglio "stravaccata" sulla cucina in attesa della prima tazza di caffe'. Dolce o salato? Io propendo per il dolce, Paolo si prende quello che io decido di fare, non e' molto democratico, ma io sono quella che si alza, quindi....be' tranquilli non sono un tiranno, lo tratto con i guanti le scelte spaziano da: fette di torta, biscotti vari, croissant al miele, mandorle o cioccolato o muffins. Lui preferirebbe il salato, ma l'idea di mettermi a spadellare di prima mattina contrasta fortemente con il mio ritmo di ripresa.

Quando invece si alza lui, sopratutto se si fanno le ore piccole la colazione si trasforma in un brunch: in cucina spuntano padelle e padelline! Tutto sommato il brunch non e' niente male, una colazione sostanziosa a meta' strada con il pranzo, ma ci vogliono pance allenate e non e' il mio caso.



Bacon e uova over-easy con formaggio



 ...la colazione dei campioni!!!

martedì 16 novembre 2010

Cibo da Divano...chi non lo conosce?!

Una delle cose che piu' mi da' soddisfazione nelle mie cene in solitaria e' proprio questa: mangiare sul divano davanti alla tv, meglio se con film. Ma non un film qualsiasi, uno di quelli che ti tiene incollato sul divano, nonostante varie ed eventuali che si presentano regolarmente proprio quando ci sono le scene clou. Ecco appunto uno di quei film li'!
Insomma per la cena da divano, per come la vedo io ci dev'essere la congiunzione astrale perfetta: film, 1 o piu', cibo adatto, da soli o in compagnia e tutto, assolutamente tutto, a portata di mano; ultimo ma non ultimo, non l'ho mai programmata, quando arriva, arriva come il Natale!
E dopo la carrellata di Harry Potter dello scorso week end in attesa dell'uscita dell'ultimo questo venerdi' (grazie era ora!!!), l'aver dato fondo a tutto il  junk food della cucina, proprio l'altra sera ho colto l'occasione: in tv You've got a mail (C'e' posta per te), Tom Hanks e Meg Rian.

Risultato:  due sandwiches al pane integrale tostati prima, con simil prosciutto cotto (buonino), qualche fetta di avocado, maionese e una spolverata di paprika; te' verde al lampone e un paio di cioccolatini, non si sa' mai.
...Ciak si parte!!!



Ma a questo punto mi sorge spontanea una domanda, le fate anche voi le cene sul divano? E che vi mangiate di buono??? Sono terribilmente curiosa, non si puo' essere perfetti!!! ;-)

giovedì 11 novembre 2010

Bowl and Soup: cremosa agli asparagi

Riguardando le foto ho notato quanto e' venuta verde questa cremosa, e se da un lato fa molto colazione di alien, dall'altro e' uno di quei comfort food che non possono mancare in questa stagione servito rigorosamente HOT!
Qualche mestolo a testa servito all'inizio della cena come consomme', in piccole bowl, molto fashion. La versione che preferisco pero' e' piu' da tutti i giorni: con crostini e formaggio grattugiato quando si rientra in casa tutti infreddoliti. Riscalda corpo e anima. Priceless!

Questa e' la mia versione: 500 g di asparagi, un patata media, una mezza cipolla piccola, mezzo dado, un filino d'olio d'oliva, sale e pepe; per 4 persone.

Una volta puliti gli asparagi, si tagliano, io cerco di lasciare le punte piu' belle intere; stessa cosa per la patata si taglia a cubettini. In una padella o wok, olio e trito di cipolla quando e' dorata si aggiungono le patate per 5 minuti e poi gli asparagi, uniamo il brodo circa un pentolino o comunque quel tanto che serve a ricoprire le verdure e lasciamo cuocere.
Quando la patata e' cotta, spegnamo e mettiamo da parte subito le punte degli asparagi. Il resto l'ho versato tutto nel frullatore (va bene anche un mixer ad immersione), versare in una pentola e nel caso sia troppo denso aggiungere un po' di brodo, mescolare vedere la consistenza, che va' a gusti, servire o lasciare raffreddare e congelare. 

Greetings from here!!!

martedì 9 novembre 2010

Appetizer Time: grissini

Quando li ho visti lievitati nel forno a fine cottura,
il mio primo pensiero e' stato  
"Sono uguali a quelli del mio fornaio!"

Visto e considerato che nel post precedente non ho avuto tempo di inserire neanche una ricettina, e magari vi fa piacere, ho pensato che questa andra' benone. Facili, semplici e il risultato e' garantito!!!

Ci serviranno:
7 g di lievito, 1 cucchiaino raso di zucchero, 500 g di farina, 60 ml di olio d'oliva, 2 cucchiaini rasi di sale, 50 g di formaggio grattugiato.

1) si mettono lievito e zucchero in 300 ml di acqua tiepida e si lasciano sciogliere 10 minuti (procedimento trovato sul mio libro di baking... sorry non diceva il perche'), comunque si formeranno tante bollicine!
2) setacciare la farina e mettere al centro il liquido del lievito, aggiungere l'olio e se necessario un po' d'acqua.
3) unire il formaggio grattugiato, impastare e formare una palla, l'impasto dovra' non appiccicarsi alle mani ed essere bello compatto; coprire con la pellicola trasparente e far riposare 1 ora.
4) riprendere l'impasto e picchiarlo (push the dough!!!) ripetutamente per un minuto...e' stato liberatorio...
5) dividerlo poi in 24 pezzi e iniziare a rollarlo con le mani fino a che si raggiunge la lunghezza dei grissini.

In forno a 250 C precedentemente riscaldato, per 10-15 minuti fino a che diventano dorati.

Sono piaciuti, eccome se sono piaciuti i miei grissini, gli americani mi hanno dato soddisfazione, se solo si immaginassero quanto sono buoni con il prosciutto crudo!!!!


domenica 7 novembre 2010

Ma quanti sono a cena?

Dopo un paio di settimane di organizzazione e pianificazione, il tanto atteso sabato e' arrivato! Tra momenti di palpitazione e sudarella, profumi dalla cucina, assaggi e prove di rito.
Location della serata appena fuori Rockford. Una casa elegante ed accogliente, due tavole apparecchiate con i colori dell'autunno, un'atmosfera calda, legno, candele e decorazioni. Un tramonto mozzafiato sul fiume svanito un po' troppo velocemente. 


Ma arriviamo alla cucina: super accessoriata, un concerto di pentole e padelle. Poi l'anta delle meraviglie (la voglio anch'iooooo!): due metri per 50 cm pieni di spezie di ogni tipo forma e colore disposte in ordine casuale ma con le etichette in bella mostra. I miei rimpianti: avrei voluto utilizzarle tutte e non avere una foto ricordo!

E' tempo di iniziare, il mio All Around an Italian Table e' pronto, che lo show abbia inizio.

Rullo di tamburi sugli antipasti: 
bruschettine al pomodoro & basilico, grissini homemade al salame, torta salata.

Cremosa agli asparagi

Tortelli burro & salvia

Scaloppine ai funghi, patate novelle al forno, parmigiana di melanzane...
fiera del risultato, primi cenni di stanchezza!

E per concludere il dolce, un classico, il mascarpone


Cos'altro dire? ...A parte un po' di lavoro pre-serata, l'homecooking e' andato alla grande!
All Around an Italian Table, ha raggiunto un altro dei suoi obiettivi: ricreare una cena  emiliana facendo avvicinare gli americani a una cucina italiana diversa da quella che conoscono.

I numeri della serata: 5 ore, 2 aiutanti preziosi, 9 portate, 15 persone sedute, 6 le coca cole bevute, e innumerevoli bottiglie di vino finite!

Alla fine tutti soddisfatti!

venerdì 5 novembre 2010

Equivoco linguistico: tortelloni vs tortelli

Mai titolo fu piu' azzeccato!!! Non solo sono in terra straniera, ma non sono, pardon, siamo gli unici Emiliani! E cosi' un po' per gioco, un po' perche' mi piace fare la pasta e un po' per business, sono arrivati puntuali con le zucche di stagione anche i tortelloni. Ma vai a sapere che i miei tortelloni made in Bologna, qualche provincia piu' in la' diventano tortelli?! 
Tutto nasce da un equivoco. Io parlavo di una cosa e gli altri di un altra senza badare al fatto che usavamo due parole diverse: in realta' quello che entrambi pensavamo era che parlassimo della stessa cosa, chiamandola con nomi diversi! ...Oddio che confusione!!! 
Arrivati al primo assaggio, tutta fiera del mio risultato mostro i miei tortelloni e come risposta mi sento dire "Ma non sono i tortelli!"..."Sgrunt!" (seguito da un rosario colorito nella mia testa).

A questo punto vi mostro le differenze, meglio della Settimana Enigmistica:


Eh be' la differenza e' notevole. Ingredienti uguali risultato diverso. I primi al mattarello, i secondi con la macchina per tirare la pasta.
Grazie alla consulenza esterna, direttamente... dall'Emilia, sono riuscita a fare i tortelli anch'io, e mi sono divertita, ma a me sembrano tanto dei ....ravioli! ;-)

Risultato della sfida, tortelloni vs tortelli  1-1 anche se io rimango affezionata ai miei.

Al prossimo equivoco!

venerdì 29 ottobre 2010

Tra folklore e biscotti e' in arrivo la notte di Jack-O-Lantern! BOO!

Qui i preparativi impazzano, ormai siamo tutti coinvolti nel delirio collettivo di Halloween.
Alcuni negozi aprono solo per questa ricorrenza e tutti alla ricerca del costume perfetto, anzi piu' orribile e' meglio e'!!! Ma in assoluto la cosa che preferisco e' vedere come si trasformano i giardini, gli americani ne sanno una piu' del diavolo, per restare a tema! Cancelli traballanti con tanto di accesso a cimiteri, lapidi che spuntano in mezzo all'erba, fantasmi sugli alberi e scheletri che penzolano. Poi ci sono i giardini con i gonfiabili: mostri giganti, gatti neri e le peggio cose a grandezze esagerate. Insomma ce ne' per tutti i gusti. 
Naturalmente le zucche intagliate non mancano. 
Lo spirito di Halloween e le sue origini si sono perse nel consumismo sfrenato, e nella memoria dei tempi. E qui esce il mio lato da ricercatore sociale: possibile mai che nessuno sa' perche' proprio la zucca e' il simbolo di questa ricorrenza? Perche' Jack-O'-Lantern? Insomma nonostante chiacchere in giro nella speranza di qualche racconto, con tanta delusione mi sono rivolta a Mr. Wikipedia.

"Tradizione di origine anglosassone, prima dell'arrivo della zucca in Europa si usavano rape e cavoli che intagliati sempre a mano prendevano il nome di Jack O Lantern.
L'usanza di Halloween è legata alla leggenda di Jack, un pigro ma astuto fattore, sempre propenso a indispettire la gente. Si narra che osò sfidare il diavolo, il quale, terrorizzato, fu costretto a rifugiarsi su un albero. Al fine di impedire che il diavolo discendesse, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, Lucifero avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack. Durante la propria esistenza il fattore,sicuro che non sarebbe andato all'inferno, commise tanti peccati che, quando morì, non andò in Paradiso e non potendo andare all'Inferno fu costretto a rimanere sulla terra, dove colse una zucca e vi intagliò un volto, inseritavi una candela, ne fece una lanterna. Cominciò da quel momento a peregrinare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo. Halloween sarebbe dunque il giorno nel quale Jack, va alla caccia di un rifugio. Gli abitanti di ogni paese sono tenuti ad appendere una lanterna fuori dalla porta per indicare all'infelice anima che la loro casa non è posto per lui."


Magari la leggenda e' questa o ci sono altre versioni, chissa', io la prendo per buona!


Nell' attesa di domani sera, se volete bussare alla nostra porta troverete biscotti al cioccolato ad attendervi.



Vado alla ricerca della ...scopa, come posso farne senza?!?!?



Baci strrregati


giovedì 21 ottobre 2010

Cup Cake Obsession

Cup cakes (o muffins, in ugual misura) una volta scoperti non si abbandonano piu'. 
Ci si puo' innamorare di un dolce? Non credevo, e invece si'. Sono entrata nel tunnel. 
Ho perfino sognato scatole perfette che li contevano, belli ordinati, da 9 e 12 pezzi.
Li penso, studio come farli e gli abbinamenti piu' sfiziosi, confronto ricette e trasportata dalla fantasia eccomi li' a disporre i pirottini di carta che andranno riempiti. I miei preferiti: assolutamente quelli mini, adorabili, da mordicchiare per assaggiarli quel tanto che basta a farli sparire!
Ormai ne sono convinta: Paolo e' geloso, ma resta  pur sempre l'assaggiatore ufficiale!

mini cupcakes alla zucca



Che ne pensate? Io li trovo deliziosi!
Dove li ho scovati? Semplice, un mix di ricette di cup cakes alla zucca e spezie, et voila' il gioco e' fatto.

Torno nel mio delirio.


Partecipo al contest di Sulemaniche Fuori di...zucca!



lunedì 18 ottobre 2010

Libri & dintorni

Settimane un po' pienotte, si accumulano un sacco di cose da fare, oltre a quelle normali e fai questo e fai quello abbiamo gia' passato il giro di boa della meta' di ottobre.
Tempo fugit e' il caso di dire! Mi sembra di essere il coniglio in Alice nel Paese delle Meraviglie: e' tardi, e' tardi.... correre, correre. Nel mio caso cose da raccontare, ricette e una montagna di foto da sistemare. Nel frattempo si trova il tempo anche per qualche lettura. Ah le riviste!!! La mia passione. Anche qui continuo ad accumularne pile, poi chissa' perche' non ho mai trovato loro una collocazione precisa e continuo a lasciarle in giro. Sdraite su uno scaffale, sul bancone della cucina o peggio ancora impilate su una sedia. Quindi mi son data alla pulizie "d'autunno" e ho fatto piazza pulita. Nel mio delirio di pulizie e' saltato anche fuori un libro (anche quelli in casa non mancano!) che avevo iniziato a leggere o meglio a darci un occhiata e a fermarmi sulle prime pagine catturata da una ricetta che ho trovato sfiziosissima. Il libro in questione e': 

A Homemade Life di Molly Wizenberg
e la ricetta direttamente dalla sua cucina e' il banana bread with chocolate

Una sorta di racconti usciti dalla cucina della sua famiglia tra Canada e Stati Uniti. Proseguiro' nella lettura e vi aggiornero' (o ci provo!)

Quello che e' uscito a me e' un pane alla cioccolata senza banane anche perche' l'apporto calorico era notevole. Era: ce lo siamo spazzolati alla velocita' della luce!!! Ma e' stato bello cosi'...


Per gli ingredienti vi lascio le misure originali:

3 cucchiai  burro
1 cup farina
1/2 cup zucchero
1/2 cucchiaino bicarbonato
un pizzico di sale
1 uovo
1/2 cup latte intero
1 cup cioccolato semi dolce
Si pre riscalda il forno a 180 C e ho unto uno stampo da plum cake con il burro.
Andiamo ad unire gli ingredienti secchi in una ciotola insieme ai pezzetti di cioccolato.
In un altra si sbatte l'uovo leggermente e si aggiunge il burro fuso; insieme si vanno ad unire al composto secco. Alla fine il latte aggiunto poco alla volta.
Cuoce in circa 50 min. 

Alla prossima, sperando meno di fretta!


lunedì 11 ottobre 2010

Muffins...velenosi!

Potevo non farmi contagiare in questo delirio pre-Halloween? Figuriamoci, siamo accerchiati: zucche, mostri e fantasmi alle finestre, giardini trasformati in cimiteri e streghe sulle scope. Non siamo neanche a meta' ottobre, questo significa che se tanto mi da' tanto il bello deve ancora venire... E aspettando la prova costume, in casa inizia a spuntare qualcosina qua e la'....

ATTENTI A QUEL MUFFIN!!!
Guardate l'effetto che ha avuto su questi poveri gufetti!?!?! Allucinati...ahahahhhh!!!!

Ma noooo, solo zucchero e cacao! (mi diverto con poco, bastano due pirottini ahahah!)

La pozione magica e' mooolto facile, servono:
50 g zucchero, 100 g farina (io ho messo quella di riso), 1cucchiaino di lievito, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, 40 g burro fuso, 1 uovo, 100 ml latte, del cacao in polvere per decorare, zuccherini colorati.

Come in ogni ricetta per muffins che si rispetti si mescolano gli ingredienti secchi da una parte e dall'altra quelli liquidi. Nel frattempo preriscaldiamo il forno a 190 C. Si uniscono i due composti, senza mescolare troppo, e si riempono sei pirottini. Una spolverata di cacao e un bel ghirigori con lo stuzzicadenti e il gioco e' fatto!
In forno per 15-20 minuti, poi via di decorazioni.

E alla finestra sono apparsi...persino i fantasmi, con tanto di sole e cielo azzurro...

BOO !!!
I fanstasmi sono stati ricavati da tovaglioli di carta decorati e ritagliati doppi, in questo modo sono uguali anche visti da dentro.

con questo post partecipo alla raccolta di Pan di Panna


e al contest (S)cene da Film


The Witch is in!!! ;-) Bye

giovedì 7 ottobre 2010

Profumi non necessariamente d'autunno!

Qualcuno s'immagina com'e' vivere in un luogo dove il panificio non esiste??? Voglio dire il panificio quello che conosciamo tutti. Pieno zeppo di persone, alle volte con la fila fuori; ma niente da fare al panificio non si rinuncia e la fila si fa, eccome se si fa! Poi magari e quante volte mi e' successo, arriva finalmente il tuo turno e bisogna optare per un altro pane, ma fa lo stesso, ho sempre ripiegato su scelte fortunate. Credo che a memoria sia l'unico posto dove mi fa piacere fare la fila, attendere e nel frattempo respirare tutti i profumini caldi che si fondono tra loro. Chi non l'ha provato...

Poi un bel giorno puff! il panificio non c'e' piu'. La mia abitudine preferita (dopo cappuccino e brioche) ...basta, finish, auf wiedersehen. E cosi' si inizia a comprare il pane e suoi derivati al grocery, dove il sapore finto e plastificato e' un piacere, ma d'altronde gia' a far la spesa ci vogliono ore, se poi inizio anche a fare la "difficile" non ne esco piu'.
Adesso non voglio discutere sulla scelta infinita di pani in cassetta con farina bianca, integrale, ai 4 o 5 o 10 mila cereali, in tutti i grocery un'intera corsia e' dedicata a loro. 
Per fortuna qua e la' ci sono le caffetterie (tipo Panera Bread che consiglio sempre se capitate da queste parti) e davanti a una tazza di caffe' e a un muffins o a una colazione salata, si puo' decidere che pane portare a casa.
Terza ed ultima opzione e' diventata quella di farmi il pane da sola. Non sono una gran esperta ma mi attrezzo, se non fosse solo per il profumo che lascia in casa: insuperabile.

Quando ormai ero nel girone delle mie abitudini ecco che arriva la novita' e mi sconvolge. 
Cos'e' che mi ha portato ad avvicinarmi a quel negozietto? Booo. Forse l'insegna Great Harvest?  "Ma si' vado,  forse trovo qualche bella zucca da intagliare per halloween", mi sono detta. Il fatto e' che a meno di due metri dalla porta d'ingresso, sono stata colta da un aroma quasi familiare, improvviso, quasi dimenticato.
"Un fornaio?!?!?!?" Tempo di realizzare ero gia' dentro attirata da questa forza misteriosa, tipo cane da tartufo. Non sono normale e me ne rendo conto. 
Tolti gli occhiali da sole, con parvenza da diva.... Spettacolo! Un panificio! Con tanto di commessa iper ultra gentile che mi chiede se voglio assaggiare qualche pane con il burro di mele o quello di zucca. Confesso, ero in delirio, come potevo dire di no??? Pumpkin butter su un pane integrale, tutto divino. Non avevo dubbi.
Solo una certezza, uscire da li' con un sacchetto. Parola d'ordine: tornarci presto!

Il mio bottino

martedì 5 ottobre 2010

In the spirit....

Benvenuto ottobre!!! Questo significa che siamo nella mia stagione preferita: l'autunno...
Ormai i 35 gradi dell'estate sembrano lontani anni luce, e' arrivato il primo freddo, quello crisp che tanto mi piace, insieme a giornate di sole, brillanti, cielo azzurro e una luce indescrivibile. Gli alberi iniziano a tingersi di giallo, rosso, arancio e marrone e le prime foglie iniziano a cadere, un po' per colpa delle giornate ventose un po' perche' e' cosi' che va la natura.
E gli scoiattoli? Corrono e si arrampicano come sempre. In giro se ne vedono un infinita', tutti indaffarati a raccogliere ghiande e bacche da portare nel nascondiglio prima dell'inverno. 
Che spettacolo!!! In questo periodo tutto cambia, si trasforma in attesa del freddo: la natura, i colori e i profumi, e diciamo la verita' anche io non disdegno una serata passata sul divano davanti alla tv. Se poi in casa c'e' odore di mele, cannella e cioccolato la faccenda si fa interessante...ma questa e' un'altra storia.
Ottobre e' anche il mese del harvest (raccolto), delle passaggiate alle orchads (frutteti), di halloween, e quindi tante zucche e spiritelli che iniziano a spuntare dappertutto. Che dire un mese magico!
A breve qualche dolcetto... trick or treat???

Rockford, Cider Art & Crafts Festival



Geneva, Wine Festival

giovedì 30 settembre 2010

Una curiosa ...radice

Qualche settimana fa sfogliando una rivista pescata "quasi a caso" da Borders
mi sono ritrovata a sbavare (si puo' dire?) su una serie di immagini di zuppe. Avete capito bene, zuppe! Ognuno ha la sua c'e' poco da fare... La rivista in questione era niente meno quella di Donna Hay:  foto con piatti che sembrano uscire dalle pagine e ricette per ogni gusto e per ogni momento. Una rivista che si differenzia dalle altre proprio per quel non so' che, sara' il prezzo? Un po' troppo expensive.
Ad ogni modo in quella carrellata di zuppe si nascondeva una radice, la parsnip. Passo successivo e' stato pescare la traduzione: pastinaca. "Bene, ne so' quanto prima!" . Ma non finiscie qui, neanche farlo apposta l'ho vista al supermercato, nel banco verdure sud americane, sempre piu' incuriosita e stranita, ne ho comprate due.


Cosa vi ricorda? Una carota, col colore di una patata, semplice. Definizione non proprio corretta, ma ci sono quasi: la pastinaca fa parte della famiglia delle carote (yeah!!!), e' originaria dell' Europa tant'e' che gia' Romani e Greci la utilizzavano comunemente e pensavano avesse effetti afrodisiaci (wow!). Molto usata, insieme alla rapa, prima dell'arrivo della patata (Wikipedia, riassunto). Quindi col sud america non c'entra nulla.
Se questa sorta di carota pallida non dice molto, il profumo la sa' lunga. Dopo il primo taglio, un'annusatina per me e' do'obbligo. Semplicemente divina.
Carota, sedano, finocchio, liquerizia. Profumi freschi, ricordi d'estate e di insalate.
E sulla scia di questo delirio di profumi ho preso in prestito la ricetta dalla rivista, eliminando il miele e le cipolle. Ho lasciato: 2 radici, un porro, brodo, salvia. La preparazione e' da minestrone, la radice e' cotta quando si pianta la forchetta; la salvia per finire. 


Semplice, delicata e profumata: perfetta!


Alla prossima ;-)